Sardi autunnali (ovvero 4 more e 2 bionde...)

Articolo by Steve Pan e foto by Steve Pan Volley Photos

Natasha Negri (Cisterna)Scrivo questa nota a gentile richiesta del mio piccolo amichetto Nicolino Dessì, l'unico dirigente di pallavolo al mondo in grado di passare sotto la rete senza chinarsi.

Il tema trattato è questo: come vede le squadre sarde un osservatore neutrale romano? Anzi: come vede le squadre sarde un fotografo neutrale romano? Anzi: come vede le squadre sarde un osservatore romano che non le ha viste mai?

Perché in fondo io delle sarde ho visto solo la Janas... quindi per esprimere un giudizio sulle altre devo interpellare Maga Maghella! E allora mi preparo a un off topic sistematico...

Dunque.. in principio c'era il giardino dell'Eden. (ehm, forse l'ho presa un po' troppo alla lontana...!)Roberta Bravetti (Promomedia Ostia)

Allora, in principio l'Olbia era tra le favorite. Già il nome di questa società, Hermaea, richiama alla bellezza (da cui lo spagnolo Hermoso e il romano Er Mejo... vabbè, è 'na caxxata, ma che vi aspettavate??).

Nelle prime cinque giornate questa squadra ha strappato alla San Paolo Cagliari l'appellativo di "tie-break girls", andando al tie-break quattro volte su cinque (e vincendoli tutti!). Ma mentre la San Paolo Cagliari lo scorso anno ubriacandosi di tie-break è riuscita a salvarsi, per una squadra come la Hermaea che può puntare in alto non è una bella cosa dispensare punti a tutte le avversarie...

Secondo me, se si sbrigano e provano a vincere qualche partita in meno di due ore, restano tra le protagoniste del campionato.

Cristina Spadarella (Janas Volley)Le ex tie-break girls della San Paolo Cagliari hanno cominciato il campionato conservando le buone vecchie abitudini di giocare cinque set, poi hanno infilato una serie di tre vittorie consecutive prima di prendere le pallate nel derby a Quartu. Loro e l'Anguillara sono finora le rivelazioni del campionato: forse stanno più in alto del previsto, ma intanto ci stanno e credo che non gli dispiaccia neanche troppo.

D'altronde in questo campionato la bagarre sarà all'ordine del giorno. Vorrebbe provare ad uscirne il Narni, che forse non è ancora al meglio, ma intanto prova a respirare aria buona portandosi subito in cima. D'altra parte le Campane devono stare in alto (spiego la battuta: l'allenatore e la palleggiatrice del Narni si chiamano Campana... quindi siete formalmente obbligati a ridere per questa battuta esilarante!!).

Galeri (Roma 7)Serramanna sicuramente qualche problemino ce l'ha, dato che finora si è messa dietro solo la Nautilus (che ha lacune programmate) e il Fondi (che ha lacune non programmate) e resta ancora dietro alla grande bolgia del centro classifica.

Mentre invece la Janas è in piena mischia. La Janas quest'anno è scarsa, molto scarsa. Anzi, a dirla tutta sono una manica di schiappe. Talmente schiappe che hanno vinto tre partite su sei, battendo le due rivelazioni del campionato.

E anche a Narni se la sono cavata discretamente. Però per fortuna sono schiappe! Speriamo che non gli venga mai in mente di diventare forti, altrimenti sono cavoli amari per tutte le altre!

A questo punto dobbiamo domandarci: chi va su e chi va giù?

Alessia Quondam Luigi (Narni)Da quello che si è visto finora, la classifica è abbastanza sincera nelle prime due posizioni (Narni e Rieti) e nelle ultime tre (Serramanna, Nautilus e Fondi). Mentre invece il centro classifica è fatto a immagine e somiglianza di un kebab: ruota continuamente! Il Paradiso e l'Inferno distano quattro palloni, quindi ancora non si può dire molto. Per il terzo posto io continuo a dire Olbia, anche se è una squadra con una certa vocazione al suicidio. Per la salvezza la cosa si fa complicata: sulla carta Janas e KK hanno l'organico meno competitivo, ma a pallavolo i campi di carta non li ho mai visti. E poi gli allenatori di queste due squadre sono due vecchi lupi di mare, le ciurme sono due gruppi affiatati con gente a cui piace molto fare tuffi e rullate e bagnarsi la maglia di sudore, quindi credo che per le altre non sarà facile mandarle giù. Provo a fare la Cassandra e dico che per salvarsi occorre fare buone provviste di cerotti, tachipirina e varie tisane: quando cominceranno le influenze, gli infortuni, la panettonizzazione dei cervelli e tutti gli altri guai che sono abituale competenza del Mago Otelma o altri suoi pari, chi ne uscirà con le ossa rotte rischierà di salutare la compagnia danzante. Chi invece farà sfoggio della pazienza di San Francesco e delle virtù dei fachiri potrà salvarsi agevolmente!