Sardi autunnali (ovvero 4 more e 2 bionde...)
Articolo by Steve Pan e foto by Steve Pan Volley Photos
Scrivo
questa nota a gentile
richiesta del mio
piccolo amichetto
Nicolino Dessì, l'unico
dirigente di pallavolo
al mondo in grado di
passare sotto la rete
senza chinarsi.
Il tema trattato è questo: come vede le squadre sarde un osservatore neutrale romano? Anzi: come vede le squadre sarde un fotografo neutrale romano? Anzi: come vede le squadre sarde un osservatore romano che non le ha viste mai?
Perché in fondo io delle sarde ho visto solo la Janas... quindi per esprimere un giudizio sulle altre devo interpellare Maga Maghella! E allora mi preparo a un off topic sistematico...
Dunque.. in principio
c'era il giardino
dell'Eden. (ehm, forse
l'ho presa un po' troppo
alla lontana...!)
Allora, in principio l'Olbia era tra le favorite. Già il nome di questa società, Hermaea, richiama alla bellezza (da cui lo spagnolo Hermoso e il romano Er Mejo... vabbè, è 'na caxxata, ma che vi aspettavate??).
Nelle prime cinque giornate questa squadra ha strappato alla San Paolo Cagliari l'appellativo di "tie-break girls", andando al tie-break quattro volte su cinque (e vincendoli tutti!). Ma mentre la San Paolo Cagliari lo scorso anno ubriacandosi di tie-break è riuscita a salvarsi, per una squadra come la Hermaea che può puntare in alto non è una bella cosa dispensare punti a tutte le avversarie...
Secondo me, se si sbrigano e provano a vincere qualche partita in meno di due ore, restano tra le protagoniste del campionato.
Le
ex tie-break girls della
San Paolo Cagliari hanno
cominciato il campionato
conservando le buone
vecchie abitudini di
giocare cinque set, poi
hanno infilato una serie
di tre vittorie
consecutive prima di
prendere le pallate nel
derby a Quartu. Loro e
l'Anguillara sono finora
le rivelazioni del
campionato: forse stanno
più in alto del
previsto, ma intanto ci
stanno e credo che non
gli dispiaccia neanche
troppo.
D'altronde in questo campionato la bagarre sarà all'ordine del giorno. Vorrebbe provare ad uscirne il Narni, che forse non è ancora al meglio, ma intanto prova a respirare aria buona portandosi subito in cima. D'altra parte le Campane devono stare in alto (spiego la battuta: l'allenatore e la palleggiatrice del Narni si chiamano Campana... quindi siete formalmente obbligati a ridere per questa battuta esilarante!!).
Serramanna
sicuramente qualche
problemino ce l'ha, dato
che finora si è messa
dietro solo la Nautilus
(che ha lacune
programmate) e il Fondi
(che ha lacune non
programmate) e resta
ancora dietro alla
grande bolgia del centro
classifica.
Mentre invece la Janas è in piena mischia. La Janas quest'anno è scarsa, molto scarsa. Anzi, a dirla tutta sono una manica di schiappe. Talmente schiappe che hanno vinto tre partite su sei, battendo le due rivelazioni del campionato.
E anche a Narni se la sono cavata discretamente. Però per fortuna sono schiappe! Speriamo che non gli venga mai in mente di diventare forti, altrimenti sono cavoli amari per tutte le altre!
A questo punto dobbiamo domandarci: chi va su e chi va giù?
Da
quello che si è visto
finora, la classifica è
abbastanza sincera nelle
prime due posizioni
(Narni e Rieti) e nelle
ultime tre (Serramanna,
Nautilus e Fondi).
Mentre invece il centro
classifica è fatto a
immagine e somiglianza
di un kebab: ruota
continuamente! Il
Paradiso e l'Inferno
distano quattro palloni,
quindi ancora non si può
dire molto. Per il terzo
posto io continuo a dire
Olbia, anche se è una
squadra con una certa
vocazione al suicidio.
Per la salvezza la cosa
si fa complicata: sulla
carta Janas e KK hanno
l'organico meno
competitivo, ma a
pallavolo i campi di
carta non li ho mai
visti. E poi gli
allenatori di queste due
squadre sono due vecchi
lupi di mare, le ciurme
sono due gruppi
affiatati con gente a
cui piace molto fare
tuffi e rullate e
bagnarsi la maglia di
sudore, quindi credo che
per le altre non sarà
facile mandarle giù.
Provo a fare la
Cassandra e dico che per
salvarsi occorre fare
buone provviste di
cerotti, tachipirina e
varie tisane: quando
cominceranno le
influenze, gli
infortuni, la
panettonizzazione dei
cervelli e tutti gli
altri guai che sono
abituale competenza del
Mago Otelma o altri suoi
pari, chi ne uscirà con
le ossa rotte rischierà
di salutare la compagnia
danzante. Chi invece
farà sfoggio della
pazienza di San
Francesco e delle virtù
dei fachiri potrà
salvarsi agevolmente!